Per una prossemica dell'architettura. Glauco Gresleri e il villaggio Pilastro a Bologna

Lorenzo Mingardi

Abstract


Nel 1960 l’Istituto Autonomo Case Popolari di Bologna (IACP) incarica gli architetti Glauco Gresleri, Giorgio Trebbi, Francesco Santini e l’ingegnere Giorgio Brighetti di progettare un piano urbanistico per un’area assai estesa e periferica. Di questo progetto verrà realizzata solo una parte che costituirà il primo nucleo del Villaggio Pilastro. La proposta è paradigmatica del pensiero di Gresleri, che ha sempre concepito l’architettura in un continuo rapporto tra vuoto e costruito: la cornice entro la quale si svolge la vita della comunità. Questo contributo intende mettere a fuoco come, nel caso del Pilastro, tale principio venga declinato in forma urbanistica e architettonica. Gresleri, insieme agli altri progettisti, disegna infatti un frammento di città in cui il principio insediativo è caratterizzato da una varia disposizione degli edifici residenziali e pubblici, atti a generare, grazie alla loro vicinanza, degli spazi in cui la vita cittadina avrebbe potuto svilupparsi con straordinaria intensità. Questa ricerca evidenzia la particolare attenzione e capacità di Gresleri nell’affrontare il tema dello spazio pubblico al di fuori dell’alloggio, creando degli ambienti urbani in cui la comunità degli abitanti si incontra e si riconosce come tale. Oltre al progetto urbanistico, egli realizza uno dei primi edifici residenziali del Pilastro. La cura per i vuoti esterni indirizza la progettazione dei volumi che compongono l’edificio e la loro disposizione reciproca: i lotti del fabbricato si snodano liberamente per generare degli spazi aperti sempre diversi e catalizzatori di vita sociale.


Parole chiave


Gresleri; Pilastro; Prossemica; Principio insediativo; Spazio pubblico

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DOI: 10.6092/issn.2036-1602/8812

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